26th Nov2010

Saia 2008 Feudo Maccari

by elenabardelli

Le piogge incessanti mi mettono una sensazione di freddo nell’ anima che richiede qualcosa di avvolgente, che ti scaldi, che ti metta allegria.

Decido così di aprire una bottiglia regalatami qualche mese fa chiedendole di accomodarsi con me a tavola dove avremmo potuto fare due chiacchere.

Inizia a parlare, mi spiega le sue origini.

Il ragazzo arriva da Noto, Pachino per l’ esattezza, la sua sostanza è composta da Nero D’ Avola al 100%, ha passato la sua infanzia ed è cresciuto in un vigneto coltivato ad alberello da quaranta centimetri dove ha estratto il suo essere.

Mentre parla mi perdo a guardarlo; un giovane brillante ma così compatto da essere impenetrabile, quasi volesse nascondere qualcosa, non volesse scoprire tutte le carte subito. Si capisce che è un tipo di carattere.

Il “bel tenebroso” mi incuriosisce, avvicinandomi a lui cerco di carpirne il profumo che si rivela maturo per la sua giovane età.

Quell’ odore di confettura appena uscita dal forno mi mette tenerezza portandomi indietro di qualche anno. Mi sembra ora di essere in campi tra rovi raccogliendo more. Una piccola prepotenza, degna di un ragazzo ribelle, mi confonde con l’ eterea pungenza della ciliegia sotto spirito.

Questo ragazzo mi sta provocando! Prima ti seduce, poi ti fa i dispetti… è necessario prendere in mano la situazione ed affrontarlo.

Ti colpisce subito allo stomaco, ma solo un momento, per poi avvolgerti con il suo calore, ti abbraccia e fa in modo che ti ricordi a lungo di lui, ricollegandoti a quella cosa magnifica che è la memoria olfattiva

4 Responses to “Saia 2008 Feudo Maccari”

  • -senza parole-

    ecco cosa vuol dire saper trasmettere emozioni: un viaggio, più che una degustazione, dipinto a parole sulla tela dei sensi…
    brava, brava, brava!

  • Laura

    La penso anche io come Riccardo: sei riuscita a parlare della degustazione di un vino come si trattasse di un quadro (ma anche di una poesia).
    COMPLIMENTI! Non è da tutti saper vedere l’anima che c’è in una bottiglia!

  • Rossella

    Complimenti ! Un originale descrizione,
    conosco quel territorio, produco anche io un Nero d’Avola
    e devo dire che segue perfettamente questo “viaggio”.
    il Territorio irrompe nelle nostre sensazioni e difficilmente si dimentica!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *