10th Mar2012

New York, ricordi (part VI)

by elenabardelli

E’ Ferragosto ed è domenica.

L’idea della domenica amplifica, se possibile, quel clima di ferie.

Con calma mi alzo, guardo fuori dalla finestra e anche questa volta le previsioni della sera precedente trovate sul letto ci avevano azzeccato: un po’ nuvoloso.

Con uno scambio di SMS scopro che in Italia, o almeno in Varese e provincia, sta piovendo. Da loro sono le 3,00 del pomeriggio ed io, invece, sto andando a fare colazione.

Sono quasi le 10,00 am ed il Museum Of Sex qui vicino apre a quell’ora e ci vado. Dopo aver visto quello di Parigi (sette piani!) ero pronta a tutto.

Qui sono decisamente più contenuti ed essenziali. Tre piani ma soprattutto una quantità nettamente minore di oggettistica esposta.

La cosa che mi ha dato più soddisfazione oggi è stata mettere tra le braccia di Bill Gates il mio iPad acceso e farmi fotografare con lui.

No, purtroppo non era il vero Bill ma la sua statua di cera esposta al museo di Madame Tussaud. Non amo il genere ma per curiosità ci sono andata.

Fuori dal museo ritorno da Petrossian per un pasto veloce.

Il pranzo viene condito da un po’ di nervosismo che mi faccio passare, sono in ferie, non è il caso che me le rovini.

Controllo la posta elettronica e la time line di Twitter. Internet può essere davvero sensazionale, nonostante la lontananza e il fusorario le persone sembrano vicine. Anche ricevere degli SMS inaspettati che mi augurano un buon ferragosto hanno contribuito a mettermi il sorriso. Esco dal café. Ad accogliermi fuori dalla porta la pioggia, di quelle noiose, sottili gocce mosse dal vento.

Ovviamente non ho l’ombrello.

Pomeriggio di pioggia, non resta che andare per negozi.

Macy’s è al 151 west della 34th St., non molto lontano da qui.

Per chi ama lo shopping potrebbe essere un paradiso, per me no. Non amo fare compere, sono il genere di persona che si muove al bisogno o comunque vedo, mi piace, lo compro.

Se non ho necessità non mi viene nemmeno in mente di andare per negozi, figuriamoci se il negozio in questione è gigantesco.

Talmente tanta merce esposta che vado in crisi. Una voglia di fuga mi assale e fa finire il giro in questo enorme store.

La pioggia è ancora li, più intensa, più forte. Come unico riparo il sacchetto di Macy’s.

La strada non mi era mai sembrata così lunga, anche le braccia ormai le sento troppo pesanti, inutile tenerle in alto per cercare di ripararsi, mi sto inzuppando comunque. E’ bastato non pensarci ed immergermi in un’altra dimensione, il pensiero viaggia altrove. All’improvviso, tanto sottile quanto fitta, stava quasi diventando piacevole ma era grande il desiderio di una doccia calda e vestiti asciutti.

Dopo tutta quella strada a metà tra la camminata e la nuotata la voglia di uscire era pari allo zero. Quasi di fronte all’Hotel c’è un risto-grill messicano, il Chiplote. Poteva essere un’idea prendere qualcosa da portare in camera.

Tre tacos con pollo grigliato, cubetti di pomodoro e cipolla rossa e salsa di avocado. Non proprio economici forse per quel che erano ma buoni.

La stanchezza si fa sentire. Appena raggiunto il letto il crollo nel mondo dei sogni.

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