14th Mar2012

New York, ricordi (part X)

by elenabardelli

Oggi è il giorno dell’incontro con il twittamico Gianni Lovato, aka @gianpadano.

La sveglia è puntata ma il risveglio naturale la anticipa.

Mi collego a Skype, controllo la posta e twitter.

Mi fa sorridere il fermento dei followers in merito a quest’incontro.

Dopo uno scambio di messaggi decidiamo di anticipare l’appuntamento alle 9,30.

Tostapane bianco in arrivoooo” (Cit.)

Più puntuale di uno svizzero ecco Gianni.

La giornata è davvero molto bella. La clemenza del meteo fa mantenere invariato il programma: Long Island.

A bordo, si parte!

Già andiamo bene con i gusti musicali che fanno da sottofondo alla spiegazione dei vari quartieri. Certo, avere come cicerone chi ci ha vissuto, è davvero interessante.

Ed eccoci sulla Express Way, direzione Jones Beach.

Il cielo terso mostra la foschia su Mhanattan. Se fosse sereno anche li si vedrebbe il profilo dei grattacieli.

WOW, l’ Oceano quasi tranquillo… Non resisto, i piedi in acqua li devo mettere. Temperatura ideale, si sta così bene che non mi curo dell’onda che sta per arrivare. Giustamente nemmeno a lei importa molto che io sia li e mi inzuppa i pantaloni.

Ci spostiamo. A pranzo andiamo in un “diner” che, a quanto pare, sono tutti di proprietà di greci.

Gianni è di ottima compagnia, fa da guida e risponde alle domande che lo subbissano. Tra una chiacchera e l’altra mi cade l’occhio sul menù, resto di stucco nel leggere gli ingredienti del “long island iced tea”: 1 oz di vodka, 1 oz di rum, 1 oz tequila, 1 oz di gin, 1 oz triple sec e 1 ½ oz di sweet & sour mix… una botta di vita insomma, se fossi in procinto di andare a letto la assaggerei ma dato l’orario e il caldo direi che è ampiamente evitabile.

Da li ci spostiamo, si va verso la parte esterna dell’isola, quella ad Est, “la coda del pesce”. E sì, perchè Long Island ha quella forma, un pesce con la testa verso Manhattan, il corpo centrale e, ad Est, la coda che si si dirama in due parti, una che guarda Sud e una verso Nord.

Noi stiamo andando a Nord. La contraddistinguono terreni più rocciosi ma più fertili rispetto quelli della parte Sud ed è zona di vigneti.

Siamo da Paumanok, pronti a degustare qualcosa. Il Cabernet Franc 2007 da una sensazione di acerbo, astringente, non sembra nemmeno che abbia già tre anni. Ci avventuriamo allora con Riesling Dry 2008, dolciastro per essere un dry ma lascia comunque un retrogusto piacevole, non persistente

Per curiosità facciamo tappa da Castello di Borghese.

In tutta onestà non trovo una grande differenza tra i vini bevuti, non riesco a percepire chiaramente i profumi e i sapori, è come se fossero stroncati da qualcosa. Il titolo alcolometrico riportato sulle bottiglie è di 12,5 ma sembra che sia molto di più.

Sarò io che non capisco però non trovo un equilibrio e una giustificazione a quei prezzi, si va dai 24 ai 60 $ a bottiglia.

Ora basta giri per cantine, si torna verso “casa”.

Osservo il paesaggio e le abitazioni, alcune danno l’idea che basti una folata di vento per spazzarle via ma sono comunque tutte graziose e con i giardini ben curati. Parecchie sono in vendita e danno un’idea di città fantasma. Ce n’è una con delle vigne annesse, sembrerebbero abbandonate entrambe da parecchio tempo.

E’ l’orario giusto per fare una sosta gelato. Un bel frappè alla fragola, la cosa più “umana” tra quelle proposte. Gli altri gelati sono una perversione. Gelato al cioccolato e gelato alla menta fanno da contorno ad un tortino caldo al cioccolato ripieno di burro di arachidi che, fuso, fa anche da guarnizione al piatto insieme a della cioccolata e della panna montata e, per finire, il “cioccolatino sulla torta”, mica una cosa liscia, no no, bello ripieno di burro di arachidi!!! Una cosa leggera leggera insomma.

Di nuovo a bordo. Sono le 5,00 pm e sulla carreggiata opposta della expressway il traffico inizia ad intensificarsi. Sono i pendolari che da Manhattan tornano a casa dopo il lavoro.

Arrivati nel nucleo! Dopo un po’ di evoluzioni e slalom semaforici e pedonali eccoci in Hotel.

Incredibile! Anche il parcheggio di fronte, una botta di fortuna quasi paragonabile ad un 6 al superenalotto.

Come un trasformista, tempo record, gli abiti da spiaggia vengono sostituiti con qualcosa di più adeguato alla serata.

Si decide per il “Café de Bruxelles”: cozze, vongole ma soprattutto birre, birre e ancora birreee.

Un ripasso veloce della strada e via, a bordo.

Stesso iter di eveluzioni in compenso il parcheggio è li, ad aspettare noi, quasi un miracolo.

Con l’acquolina in bocca e sognando le birre (già mi immaginavo che ci avrei impiegato mezz’ora per decidere quale ordinare) l’amara sorpresa: il Café de Bruxelles è chiuso, non esiste più.

Facciamo tre passi, in zona c’è “I tre merli”, lo stesso locale di Genova in cui Gianni e twittcompagnia andarono in occasione del Vinixlive6 a Giugno.

Lo zio d’America (ormai mi piace chiamarlo così) è sconsolato! Secondo lui la giornata eno-culinaria è stata un disastro. Io non sono per nulla d’accordo, secondo me è stata molto bella, interessante ma soprattutto divertente e sicuramente in ottima compagnia.

Mi ha fatto molto piacere incontrarlo, è una persona gradevole, di compagnia, divertente e disponibilissima.

Ci siamo scambiati gli indirizzi, quando dovesse ricapitare in Italia mi farebbe piacere ospitarlo. Sicuramente, una volta a casa, gli spedirò qualcosa che non riesce a trovare a Chatham, sapori e profumi dall’ Italia.

Ci si saluta, sperando che il viaggio di rientro sia tranquillo.

We cannot display this gallery

A nanna, oggi è stata una giornata intensa.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *