14th Jan2013

Sobrero – Barolo “Ciabot Tanasio” 2007

by elenabardelli

 

Ho sempre pensato che le “cose” non bisogna andarsele a cercare.

E’ una fatica inutile coronata, il più delle volte, da insuccesso e delusioni. In bene o in male tutto arriva da se.

Prendi per esempio le amicizie e i rapporti personali. Ci sono alcuni che li potresti paragonare ad un tessuto sintetico scadente; ruvidi, duri e fastidiosi. Altri sono caldi e nello stesso tempo urticanti come quella lana che mentre ti abbraccia ti fa venire voglia di strappartela da dosso. Quelli lisci come la seta, poi, te le raccomando; con la loro fredda piattezza dove tutto scorre come su di un piano inclinato…

Vero è che ogni tessuto, come ogni persona ed il rapporto che si ha con essa, ha i suoi pro ed i suoi contro e che, a volte, anche noi siamo più predisposti ad avere a che fare con un tipo rispetto ad un altro, è innegabile.

Ma, come si diceva prima, le cose arrivano da se. Come, ad esempio, la carezza di un velluto.

Certo, anche lui è un tessuto, anche gli altri lo sono, ma ognuno ha le sue caratteristiche, più o meno curiose, più o meno piacevoli.

Ed ecco, già a guardarlo ti affascina. La luce che su di lui si posa gioca con piccole sfumature, quasi a valorizzare le curve che nasconde nel suo abbraccio.

Un abbraccio tutto particolare, il suo. Caldo, sì, ma tutt’altro che fastidioso. Ti cinge delicatamente,quando meno te lo aspetti, senza però nascondere quella ruvidità che potresti trovare se lo affronti da un altro lato.

Uno strano gioco di luci ed ombre, di ruvidità e morbidezza, di profumi che stimolano la memoria; fanno venire voglia di avvolgersi con esso, come se fosse una coperta, nella quale nascondersi ed immergersi in un visionario e fantastico mondo da scoprire.

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