30th mag2013

“Scusa, ma sa di tappo?”

by elenabardelli

550_Tappi di sughero naturali

 

Durante una pausa pranzo, tra una commissione e l’altra, decisi di fermarmi nel mio wine bar “di fiducia” per tirare il fiato e concedermi un boccone in santa pace.

Una volta accomodata, come sport rilassante, allungo l’occhio sui tavoli vicini per sbirciare la tipologia di bottiglie ordinate (ok, sono curiosa come una scimmia…). Essendo sola, avendo ancora la seconda metà della giornata da affrontare e, soprattutto, essendo ancora in convalescenza renale (aridaje!)  non avevo certo in mente di aprirmi una bottiglia che, usato il raziocinio, sarebbe stata uno spreco oppure, in caso contrario, un nefricidio che mi eviterei volentieri.

“che ti porto?”

“cosa mi proponi?”

“un rosso X oppure un bianco Y”

La scelta cadde su Y, che chiamerò volutamente così perché la domanda che mi porrò non sarà nei confronti della bottiglia, ma sarà in funzione del consumatore.

Ed ecco che, tra un salto da un tavolo all’altro, il mio enotecaro arrivò da me, con in mano la bottiglia  Y decantandomene le caratteristiche. Lo lasciai giustamente parlare, mi piace ascoltarlo e trovo che sia una persona preparata.

Mi augurò buon appetito e prima di congedarsi lasciò Y al tavolo.

La fame era più forte della “sete” ma ero curiosa e ne sorseggiai una piccola quantità.

La temperatura di servizio un po’ troppo fredda, ma ci può stare, sarà stata parcheggiata un po’ troppo in glacette, mi lascia comunque una strana sensazione.

Guardai la bottiglia, costatando che quando arrivò al mio tavolo ne mancava già metà.

Per capire se avevessi ragione attesi che il contenuto del bicchiere si scaldò un po’, ci rimisi dentro il naso; una, due, tre volte. In bocca, la conferma. Di riscontro non immediato al naso ma comunque presente.

Credo di avere una buona capacità nello scovare il sentore “di tappo”, nelle varie gradazioni di presenza e disturbo, riconoscendolo da altri sentori erroneamente definiti tali. Ripeto: credo.

Non pretendendo di avere la verità in mano ed essendo sempre pronta a confrontarmi aspettai che l’amico enotecaro mi venisse a tiro per chiedergli: “scusa, ma non sa di tappo?”. E dopo una bella e lunga tirata di naso… ecco la conferma.

Questa non vuole essere una critica, né nei confronti della bottiglia Y tantomeno al gestore del locale.

Il mio quesito è rivolto alle altre persone che hanno bevuto quel che mancava dalla bottiglia. Com’è possibile che nessuno di questi se ne sia accorto?

E, infine, qual’è il livello medio della sensibilità gusto-olfattiva del consumatore?

 

 

You can read "Beg Your Pardon, Doesn't It Smell of Cork?" in English on Webflakes

3 Responses to ““Scusa, ma sa di tappo?””

  • Ad una degustazione AIS, il primo bicchiere era palesemente difettato. Eravamo in tanti e i miei vicini hanno avuto la stessa percezione. Alle nostre rimostranze ci è stato detto che il sentore era legno e non tappo. Sì, probabilmente legno, esterno tronco diquercus suber:-D

    • hahaha :) bella questa
      magari detto di un vino che fa solo acciaio :-)
      A me successe lo stesso in una degustazione ed un buon numero di persone a confermare la cosa… è stato risposto che non era il vino ma i nostri bicchieri che erano stati lavati male ed erano sporchi O.o Ora, non solo dai dei cretini a sei persone senza nemmeno verificare se è vero o meno ma gli dai anche degli zozzi :-( incredible!

  • Massimo

    E’ una vera tragedia :D …E purtroppo capita sempre piu’ spesso..Ad una degustazione un magnum palesemente tappato di un noto chardonnay e’ stato comunque finito perche’ le ” caratteristiche organolettiche non sono state inficiate da questo seppure lontano sentore di tappo “. Boh vacci a capire :-(

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