23rd mar2013

Lara Fabian

by elenabardelli

Lara_Fabian

Un omaggio a Lara Fabian. Splendida interpretazione di questo brano di Massimo Ranieri

 

e adesso andate via 
voglio restare sola 
con la malinconia 
volare nel suo cielo 
non chiesi mai chi eri 
perché segliesti me 
me che fino a ieri 
credevo fossi un re 
Perdere l’amore 
quando si fa sera 
quando tra i capelli 
un po’ di argento li colora 
rischi di impazzire 
può scoppiarti il cuore 
perdere una donna 
e avere voglia di morire 
Lasciami gridare 
rinnegare il cielo 
prendere a sassate tutti i sogni 
ancora in volo 
Li farò cadere ad uno ad uno 
spezzerò le ali del destino 
e ti avrò vicino 
Comunque ti capisco 
e ammetto che sbagliavo 
facevo le tue scelte 
chissà che pretendevo 
e adesso che rimane 
di tutto il tempo insieme 
una donna troppo sola 
che ancora ti vuole bene 
Perdere l’amore 
quando si fa sera 
quando sopra il viso 
c’è una ruga che non c’era 
provi a ragionare 
fai l’indifferente 
fino a che ti accorgi 
che non sei servita a niente 
E vorresti urlare 
soffocare il cielo 
sbattere la testa mille volte 
contro il muro 
respirare forte il suo cuscino Dire è tutta colpa 

del destino 

se non ti ho vicino 
Perdere l’amore 
maledetta sera 
che raccoglie i cocci 
di una vita immaginaria 
pensi che domani 
è un nuovo giorno 
ma ripeti non me l’aspettavo 
non me l’aspettavo 
Prendere a sassate 
tutti i sogni ancora in volo 
Li farò cadere ad uno ad uno 
spezzerò le ali del destino 
e ti avrò vicino 
Perdere L’amore

10th gen2013

When I drink – Musica Nuda

by elenabardelli

Musica-Nuda-31

When I Drink – Musica Nuda

This is the bar,
I come to when I drink.
This is my glass,
covered with fingerprints.
Now I don’t get rowdy,
go causing streets fights,
but I’ve been known to sing show tunes
under the street lights.
When I drink, it’s about you, I think.
You like the moon, could drive a woman mad.
You drove me this place,
and now they’re calling me a cab.
Because all the pretty peaple are starting to blur,
I must look like the happinest girl in the world.
When I drink, it’s about you I think.
Every bar room love, ends like it begins:
Over drinks, one or two, too many rounds.
Not much at all, a few inches of liquid,
that’s all it takes for a person to drown.
Sometime last week, sobriety on loan,
I vowed I wouldn’t write you,
and I swore I’d never phone.
Now I’d like to call you and check you’re all right,
but I don’t know where you are spending your nights.
When I drink, it’s about you I think
When I drink, it’s about you, I think, it’s about you, I drink, it’s about you, I think…

24th dic2012

I Giorni Di Festa

by elenabardelli

Quando eravamo piccini

nei giorni di festa

avevamo le asole adorne dei fiori d’arancio

che profumavano al sole ed era una gran festa

eravamo piccini piccini nei paesi italiani

e c’eri già tu con le scarpine bianche col sorriso che accendeva i tuoi occhi e bruciava il mio cuore

e c’eri già tu  che profumavi al sole con la gioia di chi guarda ogni sera il giorno che muore

favola sembra una favola non si direbbe ma è proprio così

nuvole sù nelle nuvole per  prendere il sole e portarlo qui

stringimi stringimi forte poco m’importa di quello che sei in fondo ci son tante cose che forse non vanno poi come vorrei

e i guanciali di pizzo  al passaggio del santo e la banda la giostra  i torroni e le noci tostate con gli occhi bagnati di devozione stringevamo le mani sul petto per fermare il cuore

ora siam tutti cresciuti non si direbbe ma è proprio così tutti coi nostri costumi da mettere addosso per dire di si

e chissà se poi è più giusto vivere ancora scuotendo la testa oppure inventare un sorriso e tornare bambini nei giorni di festa

quando eravamo piccini… Eravamo piccini piccini… piccio’!

04th ago2011

Amico Fragile

by elenabardelli

Capita. Un giorno come tanti ma con una cosa di cui hai bisogno. La compagnia di chi non conosci, di chi non ha interesse a giudicarti.

Guardi attorno a te, in fondo non ti interessa se sia bianca, nera, gialla… Non te ne frega nulla del suo abito firmato, delle sue origini più o meno nobili. Ti scansi di dosso quelle piccole sanguisughe viziate e un po’ narcisotte. Fanculo loro, il loro essere primedonne e il festival della vanità.

In disparte ecco lei, indossa uno stracceto ma le ste bene. Ti avvicini ed è semplicemente lei, senza sovrastrutture e maschere. Semplice, chiara, pulita.

Inizi a guardarla nel profondo, per vedere aldilà. Trasparente.

Ti lasci andare. Surreale, sembra esser stata pagata per dirti quello che vuoi sentire ma in un attimo ti accorgi che in realtà è una sibilla. Ti confonde, si diverte a darti due chiavi di lettura. Cosa è verità?

Crudele e spietata ti porta alla totale confusione.

Apri gli occhi, qualche confuso ricordo ti accompagna nel risveglio. E’ giorno, un altro giorno