24th Dec2012

I Giorni Di Festa

by elenabardelli

Quando eravamo piccini

nei giorni di festa

avevamo le asole adorne dei fiori d’arancio

che profumavano al sole ed era una gran festa

eravamo piccini piccini nei paesi italiani

e c’eri già tu con le scarpine bianche col sorriso che accendeva i tuoi occhi e bruciava il mio cuore

e c’eri già tu  che profumavi al sole con la gioia di chi guarda ogni sera il giorno che muore

favola sembra una favola non si direbbe ma è proprio così

nuvole sù nelle nuvole per  prendere il sole e portarlo qui

stringimi stringimi forte poco m’importa di quello che sei in fondo ci son tante cose che forse non vanno poi come vorrei

e i guanciali di pizzo  al passaggio del santo e la banda la giostra  i torroni e le noci tostate con gli occhi bagnati di devozione stringevamo le mani sul petto per fermare il cuore

ora siam tutti cresciuti non si direbbe ma è proprio così tutti coi nostri costumi da mettere addosso per dire di si

e chissà se poi è più giusto vivere ancora scuotendo la testa oppure inventare un sorriso e tornare bambini nei giorni di festa

quando eravamo piccini… Eravamo piccini piccini… piccio’!

19th Dec2012

Mastroberardino – Greco Di Tufo DOC 1994

by elenabardelli

bottiglia gentilmente concessa da Enofaber

 

Sono su questa carrozza, si muove su binari che portano verso il nulla.

Circondata da anime, troppe anime.

Anime perse, anime stanche, anime spente.

Come spettatore invisibile osservo questo palcoscenico di attori squinternati, interpreti di un copione confuso. Vorrei che il mio sguardo trovasse un punto dove potersi fermare, dove la mente possa rilassarsi abbandonando il teatrino che la circonda. Trova pace focalizzandosi in un punto, occupato da quell’esile figura.

Seduta, con il capo appoggiato al finestrino, guardi la strada che stai lasciando, con lo sguardo fisso su quello che era il punto di partenza, la tua terra, ormai lontano.

Avvolta nel tuo mantello di impermeabile mistero, ti stringi forte, quasi volessi nasconderti.

Dal finestrino un raggio di color ambra, sole della sera, illumina i tuoi occhi profondi di consapevolezza, che sanno di aver già dato a questa vita alla quale può concedere ancora ma senza guardare avanti. Malinconica in cuor suo, consapevole che il suo viaggio sta per finire. Poche fermate alla destinazione e dovrà scendere da quel vagone.

Il sipario cala e l’attore esce di scena, abbandona questo palcoscenico che è la vita.

07th Dec2012

San Gabriel – Del Tempio (birra artigianale)

by elenabardelli

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Il punto di vista di una bottiglia, ad un appuntamento

Fa un freddo cane qui fuori ed è già buio.
Non è che abbia una gran voglia di vederla ma, ora che sono davanti alla sua porta, non vedo l’ora che si apra… qui si congela.
Sento dei passi avvicinarsi, si apre la porta ed una lama di luce mi illumina come un faro di notte…
Tempo dei soliti convenevoli e mi ritrovo gli occhiali appannati per lo sbalzo di temperatura. Dove accidenti avrò messo quegli stupidi fazzolettini? Tastando un po’ qua e la tra le tasche e con un colpo di fortuna ne agguantai uno.
Ok, era meglio se non li avessi trovati, piuttosto che accorgersi di lei che guardandoti con un fare ebete sembra voglia giocare a Sigmund Freud!
Che ha da fissarmi così? Pare mi

stia facendo una radiografia. Mi sento osservato e a disagio e lei se ne viene fuori a dire che “non sono limpido bla bla bla”! Ma che sta blaterando? Limpido in che senso poi?
Oltre alla radiografia del corpo si cimenta anche con quelle dello spirito e dei pensieri.
Per fortuna non esibisce strane interpretazioni di quel che dico e prende le mie parole per quelle che sono, senza costruirci su castelli.
Forse mi stavo sbagliando. Ora sento attorno a me un ambiente più disteso e rilassato.
Ora sì, non mi pento di aver bussato alla sua porta e mi piace parlare ed essere me stesso, senza sentirmi giudicato.

20th Nov2012

Pieropan – Calvarino 2009

by elenabardelli

 

 

Nel mio harem, disteso ed annoiato, osservo le mie donne; più o meno esili, più o meno fredde, che paion essere statue di vetro ad arredare questa stanza.

Tutte li, pronte ad accogliere un mio sguardo, un mio cenno ma senza trasmettere nessuna emozione.

Passive ed obbedienti, pronte a servirmi semplicemente perché sono mie.

Ormai, senza più voglie e fantasie, gettai lo sguardo sognante in un punto qualunque, quasi volessi vedere chissà cosa.

La catarsi venne interrotta da li a breve, nel momento in cui – tra sogno e realtà – mi accorsi di aver incrociato lo sguardo con quello di lei.

Esile, timida e spaventata donna… sarai mia e dei miei sensi.

Di fronte a te, la mia calda mano sulla tua spalla. E’ fredda, tremi ed un brivido si trasmette sotto pelle fino a rimbombarmi nel cervello.

Nonostante sia preda dei sensi ti voglio scoprire, delicatamente, come se fossi un piccolo fiore.

Distesa su questo talamo, di te voglio l’anima.

Giovane viso contornato dal sole, la tua pelle ricorda profumi al di là di questa terra. Danzante in campi fioriti, dove il vento gioca con le tue leggere vesta svelando l’eleganza contenuta in quel minuto corpo.

Baciandoti trovai rifugio dall’aridità della quotidiana vita.

Un lungo bacio.

12th Nov2012

Valle d’Aosta Doc Blanc de Morgex et de La Salle Nathan 2009 – Ermes Pavese

by elenabardelli

 

 

 

Il nome non te lo scegli, ti viene dato dai genitori.

Si dice anche che l’abito non faccia il monaco. Dicono.

Ti presenti e subito mi viene da ridere quando sento il tuo nome. Se non erro dovrebbe avere pure un significato tipo “dono di Dio“, ma a me mette subito un misto di ilarità ed inquietudine dato che ti associo all’erede Briatore.

Ok, questo è un mio problema, oltre ad avere gusti più classici tendo sempre a fare associazioni tra cose, persone, situazioni e via dicendo.

Andiamo oltre, inutile perdersi su queste sciocchezze di cui una persona non ha colpe, se non avere dei genitori “estrosi”.
Purtroppo, pur avendo una mentalità aperta, mi tocca comunque confrontarmi con l’apparenza.
Sebbene sia solo una facciata, resta sempre un biglietto da visita che ci da una prima idea di chi abbiamo di fronte. Ed ecco, non ti basta avere quel nome, hai pure un aspetto ridicolo. Un nanetto cicciotto, con il culo basso ed un abbigliamento colorato che esalta le già abbondanti curve.

Certo, ci fermassimo qui nel conoscere una persona, saremmo sicuramente degli individui tristi che badano solo alla facciata.
Tutti meritano un’occasione, di mostrare quello che sono. Solo dopo questo ognuno è libero di pensare se quella persona rientra nelle proprie corde.

Priva da pregiudizi voglio approfondire la tua conoscenza.

Lo ammetto, la partenza non è delle migliori.
Mi parli, ti chiedo, mi rispondi, cerco di capire.

Alcune cose, però, proprio non le capisco. Non penso di essere ottusa ma, dimmi, che senso ha? Perché nascondere quello che si è?

Probabilmente sono io l’alieno di questa stanza, che non solo non ti apprezza ma prova anche antipatia per quel modo di fare che, a casa mia, verrebbe definito “buono per tutti i culi“. Per farti apprezzare dai ragione a tutte le persone sedute a questo tavolo, ruffiano e piacione. Non solo sei una banderuola, ti atteggi pure da sofisticato esibendo paroloni fuori luogo, di cui non conosci il significato, che non appartengono né a te né alla situazione.
Chi un minimo mi conosce sa che la diplomazia non è sempre il mio forte e, prima che te ne esca con frasi tipo “sono stato frainteso“, ti placo. Basta, mi hai stufato, tu e il tuo fare da prima donna che DEVE per forza essere al centro dell’attenzione.

Se mi fossi voluta fare un giro intellettuale e filosofico lo avrei fatto con con chi ne ha le carte, magari sorseggiando un ottimo torbato.
Ma tu non sei quello e il tuo volere appararire ad ogni costo ti rende odioso.
Vabbè, per fortuna il mondo è vario e a qualcuno la tua compagnia piace.

A me no.

 

ndr foto presa dal web


quest’articolo è stato gentilmente pubblicato da Enofaber sul suo blog.

09th Nov2012

Villa Banfi – Brunello di Montalcino DOC 1979

by elenabardelli

 

L’immagine riflessa nello specchio mi sembra sempre la stessa. Quella di ieri, della scorsa settimana, dello scorso anno.

La quotidianità con se stessi fa perdere la percezione di quanto le cose stiano cambiando. Pensi di essere la persona di sempre, sempre uguale e che sia il resto a scorrere attorno, più o meno celermente.

Un giorno, come tanti altri, arriva la scossa che infrange l’involucro del limbo in cui ti sei rifugiato. Apri gli occhi, osservi.

Finalmente anche i pensieri riescono a stare in silenzio lasciando spazio all’introspezione.

Ora siamo lo specchio, io, l’immagine riflessa e una foto di qualche anno fa che non ho mai sopportato.

Dopo il risveglio dall’ipnosi meditativa la percezione si fa reale. Il tempo è passato e certo non si è preoccupato di non lasciare tracce del suo percorso. Non solo qualche capello bianco in più o delle occhiaie di troppo; quelli sono solo dettagli esterni. Gli effetti più significativi di questa sua inesorabile marcia non sono quelli percepibili agli occhi.

Dentro quest’involucro di 33enne si nasconde un contenuto, basta avere il coraggio di averci a che fare.

Insomma, la base è sempre quella; certo non è avvenuto miracolo alcuno, però… tutto è mutabile, a volte in bene a volte no.

In questo caso, senza apparire esagerata (e con la certezza di non esserlo), posso affermare che una buona parte di cambiamenti sono in meglio. Si dice anche: “a diventare vecchi si guadagna solo in esperienza” ma non c’è solo quello. Smussando, ampliando, assottigliando, riducendo, affinando… ma senza mai perdere quella solida base che, mi fa pensare, che da offrire ho ancora molto. E ne vale la pena

20th Oct2012

Grignolino d’Asti 2011 Morando srl

by elenabardelli

…si sa che la gente da buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente da buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio…

Par strano come in certe situazioni le associazioni di idee vengano così naturali.

Bene, io non parlo certo dal tempio e, più probabilmente, posso dare il cattivo esempio. Beh, non in modo esemplare, per quello ci sono dei veri maestri.

Dal tempio, poi, probabilmente si rischia di perdere la visione reale delle cose ed oltre a predicare si da il cattivo esempio.

Questi individui, infatti, prede dei loro deliri, non sanno più distinguere l’essenza di una donna facendo una gran confusione.

Le signore, quelle fini e di classe, vengono dimenticate o peggio confuse con chi si spaccia per escort di alto livello ma, in realtà, è solo una prostituta sotto mentite spoglie e sopravvalutata.

Forse, chi ha questa predisposizione verso il modaiolo meretricio, dovrebbe scendere dall’Olimpo e riprendere contatto con la realtà.

Non riuscendo a rinunciare alle puttane sul mercato farebbe meno ridere se fossero clienti di una prostituta che si vende per quello che è ed al giusto prezzo.

Ndr. Bottiglia acquistabile in GDO, € 1,89

26th Sep2012

Didier Gerbelle – Peque-Na 2009

by elenabardelli

 

Credo che ognuno abbia la propria personalità, quella dominante.

Credo che molti, con una sorta di perbenismo, siano convinti di averne solo una, scacciando come il Diavolo la seconda se non addirittura la terza; facendosi il bagno nell’acquasatiera e ripetendosi come (inutile) tantra che, alcune sfaccettature, siano solo appartenenza di persone che piace definire “al margine”.

Ebbene, con animo fiero, mi dichiaro felice nel non idendificarmi tra voi, sterili individui, che costantemente procedete sulla vostra prevedibile strada.

Naturale conseguenza di questo essere è provare interesse verso chi non si vergogna di possedere queste similitudini.

Il tuo Io dominante, cupo, impenetrabile e quasi austero, in effetti, è solo una parte di te.

Direi che per molti questo è un ostacolo e gettare la spugna sarebbe nella norma. Troppo difficile, troppo compromettente, troppa paura di andare oltre.

Ma sai, io sono cocciuta, testarda ma soprattutto curiosa… e vado avanti. Magari sbagliando… ma senza correre rischi non si saprà mai la verità, accontentandosi dell’apparenza che ti lascia sempre qualche dubbio irrisolto.

La fortuna aiuta gli audaci? Forse. Non saprei se definirla fortuna, sicuramente piacere nel vedere ripagata la mia curiosità, di aver avuto ragione pensando che qualcosa d’altro sotto era li ad aspettare; bastava aver voglia di scoprirlo.

Ed eccomi ripagata, con calore, dolcezza, morbidezza e la sorpresa nell’avere fondati motivi per pensare ch queste caratteristiche non siano di passaggio, tanto per farmi una cortesia ed essere “carino e simpatico”, sei così.

Bene, questo incontro non mi fa pentire di pensare con solo un cervello. E così continuerò.

25th Sep2012

Bodegas Toro Albalá – Pedro Ximenez 1979

by elenabardelli

 

 

“Puoi accompagnare un amico sulla sua strada per migliaia di miglia, ma è inevitabile che un giorno le vostre strade si separino”.

Questo è ciò che saggiamente recita un antico proverbio cinese.

Per quanto veritiero non è comunque Vangelo. Ogni situazione ha le sue incertezze, le sue dinamiche, i suoi tempi. O forse nulla di tutto ciò.

Ricordo questo tragitto e le variabili che fecero in modo che ciò accadesse. Io rimasi qui e tu ti trasferisti. Da quel momento le nostre strade presero binari diversi, vite ormai parallele se non divergenti.

I pensieri, però, hanno il dono di viaggiare su una corsia che mi azzarderei a definire “preferenziale”. Se ne fregano di restare incollati ad una rotaia, si annoiano e si fanno beatamente i fatti loro. Indomabili volteggiano in modo più o meno sinusoidale, vanno a cercare l’altra retta, si fanno domande, si pongono dubbi, retrocedono ed avanzano con  la curiosità degna di una scimmia.

Insomma, questi voli pindarici (o come preferite definirli) non tengono conto che il vecchio proverbio non ha considerato la variabile che le strade separate si possano un giorno rincontrare su una deviazione per lavori in corso. La viabilità, ormai, ha cambi repentini e nemmeno un maledetto aggiornamento delle mappe ti avverte di quella nuova curva da affrontare.

Ed eccoci qui, siamo arrivati al punto che non avevo valutato: rivederti. Ed ora che faccio? Avevo più o meno certezze che ora posso usare come coriandoli. Perché non valgono nulla. Ma sono al volante e devo guidare, accada quel che accada.

Dopo anni eccoti qui. Siamo cambiati, sai? Forse ho avuto modo, anche grazie a te, di gettare al vento i paranoici frammenti di carta colorati.

Che dire se non che la prima cosa provata fu stupore? Dai, anche tu sei invecchiato. E come te, io. Ora ti guardo con occhi diversi, non privi di interesse, perché vedo che hai ancora molto da scoprire.

Molto, ma non tutto. No, mi hai stupito con sensazioni che non pensavo di trovare in chi immaginavo stanco, un po’ come me. Scopro che il rapporto tra tempo ed effetto è relativo, che hai acquistato maturità senza essere uno stanco soggetto che non ha più nulla da dire.

Oh sì, ce n’è ancora di strada davanti. Per ora posso solo immaginarla ma sarebbe interessante se, su queste note, le strade si rincontrassero ancora tra i vari lavori in corso della vita.

02nd Sep2012

Grosjean – Cornalin 2010

by elenabardelli

 

Chi l’ha detto che tanti anni corrispondono a maturità, serietà, complessità ed intensità?

Ovvio, non si può fare di tutta l’erba un fascio, però tu sei l’esempio che sconfigge i luoghi comuni.

La tua livrea di giovane imberbe nasconde un animo poliedrico. Come un caleidoscopio riveli tutti i tuoi pensieri e sfumature. Paesaggi, forse irreali, si susseguono, offrendo sensazioni diverse. Un passaggio tra le quattro stagioni che sono solo il punto di partenza del percorso che hai davanti

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