11th mar2014

Vino in brick: la moderna frontiera dell’alcolismo?

by elenabardelli
(immagine rubata dal web)

(immagine rubata dal web)

 

Una bottiglia di whisky, avvolta nel sacchetto di carta; luci e rumori sordi della città visti da un marciapiedi o dal sedile di un pullman, tutti fantasmi e la sola compagnia è lei, li nascosta.

Da immagini dal sapore Hollywoodiano passo a quelle poetico-etil-intellettuali: al tavolo con che ne so, un Bukowski, Hemingway… Poe ad ammazzarsi di cirrosi e viaggi mentali. Ma anche in questo caso nulla da fare, situazione comunque improbabile.

Ed ecco che mi vien da pensare a qualcosa di più “razionale”. Considerando il fatto che una persona non se ne gira con una damigiana dalla quale tracannare mi viene in mente qualcosa adatta allo scopo, ma con discrezione: la vodka. È trasparente, cristallina, praticamente inodore e facilmente camuffabile in una bottiglia di acqua. Insomma, questa mi sembra una buona soluzione per chi non vuole dare così palesemente nell’occhio ma da qualche giorno mi si sono aperte nuove “prospettive”, cose che non avevo valutato.

In coda al supermercato (sempre la mia cassiera nostalgica di giochi senza frontiere, che passa codici a barre come se non ci fosse un domani), osservo chi mi sta davanti: uomo bianco (oddio… rubicondo assai a dire il vero) di età non proprio definibile e la sua spesa: un mezzo carrello di vino cartonato. A giudicare dalla fragranza che emette o ci si mette in ammollo in vasca da bagno o se lo beve. Qualcosa mi fa propendere per la seconda opzione.

Quasi delusa (si fa per dire) del mio immaginario messo in discussione, mi dirigo verso l’auto. Nel parcheggio del supermercato ho praticamente la conferma. Non il rubicondo dalla sottile fragranza, non era lui, ma un gruppetto di tre individui che, in piedi, discutendo di massimi sistemi, isteresi in macroeconomia e del fatto che non ci sono più le mezze stagioni; si palleggiavano il cartonato liquido.

Con un senso di disagio e la voglia di saltare velocemente sull’auto mi son posta nuovi parametri:

  1. la vodka, pure la più schifezza mi sa che costa troppo
  2. la discrezione non è un elemento fondamentale
  3. il risultato non cambia, indipendentemente dai mezzi

In buona sostanza: che brutto, a prescindere.

 

 

 

 

24th ott2013

Vino in Valle di Fabrizio Gallino: la mia non recensione

by elenabardelli

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Conosco Fabrizio ormai da qualche anno (noto sul web come  @Enofaber) e la sua passione enoica, soprattutto nei confronti di quella piccola grande regione che è la Valle d’Aosta.

Ricordo quando queste pagine erano ancora solo un’idea, un progetto e non da ultimo un sogno che Fabrizio conservava nel cassetto e nel cuore. Ora, tenendo in mano questo libro, mi fa piacere di essere stata tra le persone che lo hanno “tormentato” per mettere nero su bianco la sua passione, per la quale ha avuto in cambio solo la soddisfazione di vedere stampato il suo lavoro e le sue fatiche (sì, fatiche, diciamolo chiaramente: degustare è anche piacevole, ma con certi ritmi non è affatto semplice e richiede comunque un certo impegno) rinunciando alla possibilità di diventare come la Rowling con i suoi Harry Potter.

Potrei dirvi che il volume è composto da 160 pagine, le quali sono divise in modo intelligente e arricchite con belle foto della Valle, raccontarvi come è strutturato etc… ma non lo voglio fare. Vi lascio la curiosità e credo che investire 18 € per approfondire un territorio raccontato con tanta passione sia una buona cosa e per nulla proibitivo.

Grazie Fabrizio e di nuovo i miei complimenti

 

24th set2013

Uno, nessuno e centomila (storia di una non emozione)

by elenabardelli

cap-uno-nessuno-centomila-impersonificazione

 

 

Credo che sia capitato a molti, in forma più o meno intensa, di sentirsi come il Vitangelo che, davanti allo specchio (il suo Io), scopre di vivere senza vedersi vivere.

E via! Parte la ricerca e l’inseguimento di quell’Io, imbattendosi in centomila differenti identità…

Insomma, senza stare a fare un trattato sull’opera Pirandelliana, chi è il vero Io?

Lo stesso pensiero, quindi, lo potrei applicare su una bottiglia, Lei che un tempo era in grado di regalarmi emozioni ora è diventata centomila e nessuna donandomi deboli sentimenti che non sfociano, soffocati, silenziosamente e dolorosamente inesplosi.

Ci si estranea quindi da sé stessi e dal mondo, anche da quel piccolo grande mondo che ti ha sempre regalato viaggi emozionali pensando che forse è meglio essere nessuno piuttosto che uno fra i tanti sterili stereotipati centomila.

E quindi? Che si fa? Diventare un centomila indossando una maschera socialmente ideale? Fregarsene di ansie esistenziali assecondando e facendo emergere il proprio Io? O, molto semplicemente, non essere essendo nessuno?

Un passo, solo un piccolo passo, per uscire dal limbo.

Si può fare?

You can read "One, No One and One Hundred Thousand" in English on Webflakes

11th dic2012

Il Personaggio: Roberto Dante Vincenzi alias RoDante

by elenabardelli

 

 

Nel variegato e colorato mondo dei nostri Chef un personaggio a sé è RoDante, Il Cuoco Errante… Primo Cuoco a Domicilio in Italia, fin dal 1990, ha fatto dell’arte culinaria portata nelle case una sua arte… Ed ora Il Cuoco Errante insegna anche impartendo lezioni di cucina sempre… A domicilio!!!

Rifugge dalle stelle e dai concorsi, rifugge dalle televisioni che critica aspramente per la grande diseducazione che impartisce con programmi dozzinali e di facile audience, ove i cuochi son messi li per insegnare ad usare i frullatori e predisporre menu con i minuti contati…

Ora che il Cuoco Errante è diventato un marchio ed un network di cuochi che lo stesso RoDante forma e instrada nell’arte di cucinare in casa, utilizzando le stoviglie e le attrezzature presenti, quelle di tutti i giorni in una normale famiglia… Non si tratta di catering, ma di preparare pasti o meglio, menù, a casa di chi chiama per ogni tipo di evento… E in tempi di crisi, si cercano sempre soluzioni che possano fare risparmiare o che soddisfino l’ideale di festa delle persone…

Il domicilio per RoDante è un accessorio, purché gli consenta di esprimere tecnicamente la propria abilità: cucina dappertutto, è uno chef di terra e di mare (non pochi i contatti che riceve durante il periodo estivo per soddisfare il piacere di clienti naviganti), coordina banqueting e catering senza porre più di tanti limiti agli inviti ma, soprattutto, crede fortemente che il suo mestiere non sia sinonimo di elite perché un pasto indimenticabile – anche solo per una volta – è diritto di tutti.

Il suo è un pensiero fatto di “ricette e sensazioni”. Molte ricette sono per lui dogmatiche, cioè inderogabili: perché, sostiene RoDante, spingere sulla creatività per smontare un piatto quando ha già raggiunto il suo apice? Le sensazioni, invece, sono quel bagaglio di percezioni con cui entra a casa d’altri per lasciare il proprio segno. La sua è una cucina intrisa di ricette nate dalla cultura delle geografie in tavola, dedicate al ciclo delle stagioni e arricchite dalla semplicità intesa come purezza.

La spesa è il momento di sintesi tra i mille impegni, il gesto forse per lui più sacro. Il Cuoco Errante arriva con la spesa fatta per vostro conto e cucina, apparecchia la tavola con gusto e armonia e serve con professionalità!

Il Cuoco Errante®

ilcuocoerrante@gmail.com +39 3292747370

su Facebook: http://www.facebook.com/rodante.uncuocoerrante

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

24th feb2011

3 domande a… Andrea Cerrato (Bottega Del Grignolino)

by elenabardelli

Andrea Cerrato è il presidente della Bottega del Grignolino, realtà operate sul territorio da diversi anni che ha raccolto la sfida di #grignolino1 che ha accettato le scelte, magari dittatoriali, dettate dal sottoscritto (soprattutto per quel che riguarda la scelta dei produttori) ma che, nonostante tutto, ha creduto nella formula aperta ai blogger e ci ha aiutati e coadiuvati nell’organizzazione. E quindi mi sembra giusto far parlare il suo presidente rivolgendogli 3 domande… come accaduto in passato a Filippo Ronco e Monica Pisciella.

Lascio la parola ad Andrea Cerrato

1) Completa questa frase. Il vino è…..
Il vino è soprattutto un modo di essere; La scelta di un vino comunica la personalità di una persona e il suo stato d’animo. Non importa che il vino sia un rosso o un bianco, di un top producer o di un giovane alle prime vendemmie; ogni vino trasmette una sensazione diversa, così come il luogo e le condizioni in cui viene degustato. Un vino non può essere spiegato ma solo interpretato. Proprio per questo non credo alle degustazioni tecniche, ai punteggi, ai bicchieri o alle stelle; il pubblico non deve essere assuefatto dalle descrizioni e sensazioni altrui, ma solo accompagnato a conoscere, approfondire e capire.

2) L’uso del web e dei social network possono essere strumenti utili (e forse imprescindibili) per la diffusione e la conoscenza di “vitigni dimenticati” come il grignolino?
Tutti i media popolari sono lo strumento ideale dove trasmettere messaggi. Vitigni dimenticati o forse considerati meno nobili possono trovare nel web lo strumento giusto per creare curiosità e tendenza. I social network sono come il passaparola regola fondamentale del marketing. L’informalità dei social network elimina la rigidità del tecnico e i paraocchi del professionista; è il pubblico che conta, è il consumatore finale che sceglie se un vino piace o non piace, che è diverso dal dire è “buono” o non è “buono”.


3) Quali sono i progetti che la Bottega del Grignolino intende promuovere nel futuro?
La Bottega del Grignolino ha grandi ambizioni. Trasformarsi in due-tre anni nella casa dei piccoli vitigni autoctoni del Piemonte; non solo Grignolino, ma anche Ruchè, Albugnano e tanti altri vini poco comunicati ma che meritano molto più spazio. Due anni di ristrutturazione dei locali dell’Antico Torrione, nuovi spazi a disposizione e un nuova cantina che diventerà lo store dove comprare le eccellenze del territorio. La Bottega del Grignolino si sta attrezzando quindi per diventare uno degli accessi golosi del Piemonte per i 23 milioni di turisti attesi nel 2015, da marzo a ottobre, in occasione dell’Expo2015.
Visto l’interesse suscitato dall’iniziativa #grignolino1 la bottega del Grignolino si candida inoltre a diventare un punto di riferimento per gli enoblogger di tutto il mondo.

Grazie Andrea… il tuo appoggio e il tuo credere in questa “folle idea” di #grignolino1 sono state fondamentali per l’organizzazione di questa degustazione anarchica… :-)