20th feb2015

Tu chiamale se vuoi, EMOZIONI. (protagonista: che importanza ha?)

by elenabardelli

IMG_20150220_194027

 

[Tu chiamale se vuoi, EMOZIONI. (protagonista: che importanza ha?)]

 

 

Immagino cosa state pensando: questa si prende “l’anno sabbatico” e adesso se ne esce con sta cosa della quale nemmeno ci svela l’identità… (o forse non starete pensando a nulla e, onestamente, non ha importanza).

Già che sei stata in silenzio, fai almeno un rientro trionfante, parlaci di un Krugg, di una Cuvèe Louise, di una qualsiasi ETICHETTONA che spacchi, che faccia il botto.. insomma, un rientro trionfante santo cielo! Ed invece no, stai qui a menarcela con quella che, ai nostri occhi, sembrerebbe  una birra (e che diavolo di bicchiere hai usato lo sa solo Dio!).

Eh sì! Vi parlo solo di una “birretta”, non vi dico nemmeno che birra è e non ci spenderò parole per descriverla.

E allora, che ve ne parlo a fare? Lo faccio perché concentrarsi sull’involucro, come punto iniziale per stabilire se vale la pena approfondirne il contenuto, non mi interessa.

Io voglio guardare la sostanza e quello che è in grado di darmi.

Non c’è bisogno di dimostrare di essere il primo della classe per prendere un posto nel cuore, non ci sono competizioni di “celolunghismo” per apparire i migliori e tantomeno per ESSERLO.

Si può emozionare anche con quello che, in apparenza, è “poco”; suscitando ricordi, emozioni, toccando interruttori dell’anima.

Aprite il vostro cuore alle emozioni, quelle piccole grandi emozioni. Se  non vi toccano, secondo me, vi perdete tanto.

Prendetevi per mano ed emozionatevi, anche per certe piccole (grandi) cose.

 

14th gen2014

Quando l’apparenza inganna

by elenabardelli

foto (8)

Quante volte abbiamo sentito il modo di dire che “l’abito non fa il monaco”? Tante ma, nonostante ciò, non mi sono mai trovata pienamente d’accordo con questo proverbio. Insomma, “l’abito” è un po’ un biglietto da visita; è quello che, a primo impatto, da un’iniziale informazione su di noi.

La cosa bella è che,  se non ci si limita a quello,  si possono magari captare informazioni in più e, il biglietto da visita, cade di valore lasciando spazio a quel che va oltre alla facciata.

Ce ne sono di bei signori eleganti, distinti, in ordine… ciò non toglie che possano essere dei serial killer, dei ladri o dei mascalzoni in genere.

Mi è capitato, per esempio, di imbattermi in questo soggetto dall’aspetto non certo confortante. Sporco, brutto e decisamente puzzolente.

Non nascondo che la mia prima esclamazione è stata: “ODDIO!” con contemporanea delusione e caduta di braccia a piombo. Conoscendomi, son certa che queste sensazioni siano state palesi sul mio volto.

Presa da lampo di lucidità, per rimediare alla crudeltà della mia espressione e soprattutto per non entrare a far parte del club dei classisti snob decerebrati, mi sembrò giusto stamparmi un sorriso e presentarmi al malcapitato; in fondo, anche lui come tutti gli altri esseri viventi, meritava un’opportunità di presentarsi per quello che è, aldilà del suo aspetto.

La curiosità ed il non essere (occasionalmente) ottusi di testa regalano anche belle sorprese, facendoti ricredere sulla prima impressione.

Dietro ad un brutto viso, sotto certi abiti sporchi e mal conci si potrebbe nascondere comunque qualcosa di prezioso; come in questo caso. Un mondo fresco, fatto di colori vivi e ricordi di profumi che erano nell’aria; di quando quegli abiti indossati erano ancora freschi e nuovi.

L’involucro può mutare ma mantenere intatte le sue storie. Storie che è bello ascoltare.

foto (7)

 

13th nov2013

Prunotto – Barolo Riserva 1979

by elenabardelli

foto (2)

 

 

13 Novembre 2013.

Il vacillare dell’entusiasmo ha fatto sì che prendessi in mano questo argomento dopo circa due settimane.

Sono stanca. Delle persone, delle cose, del credere in qualcosa o, peggio, in qualcuno. Di guardarmi intorno ed affrontare il mondo con un sorriso, di tollerare, di pensare se “sono la persona giusta”.

E sono 34.

Io mi ostino, involontariamente, a dire 33. L’altro numero proprio non mi piace. Banale, stanco, insignificante ed inutile. Ma è solo un numero.

In fondo, un numero non è tutto, potrebbe essere solo un contenitore, una casella, un identificativo qualsiasi. Un tutto e un niente.

Gettare la spugna sarebbe forse la soluzione più semplice ma anche la più stupida.

In effetti sono abbastanza cocciuta e testa di cazzo, non è da me abbattermi e l’unica spugna che getto, solitamente, è quella dei piatti nel lavandino.

Avanti, prendi coraggio e guardati allo specchio. Guarda quello che vedi e vai oltre a quell’immagine.

Certo, cara la mia ragazza, non sei più quell’immagine che eri abituata a vedere, non hai fatto un “refresh” da qualche tempo e, improvvisamente, ti vedi cambiata. Più stanca, più spenta, più vecchia, meno brillante in tutto.

Traumatico, vero? Ma, ricordi? Eravamo d’accordo che tu andassi “oltre” a quell’immagine. Dimmi, che vedi ora?

In effetti, se mi vien voglia di affrontare quell’ “oltre”, mi rendo conto che non tutti i cambiamenti sono poi così negativi. Certo, i difetti non mancano, intolleranza, impazienza etc etc etc… potrebbe essere un lungo elenco, lasciamo perdere. Ma ai contro, per contrapposizione, devono per forza esserci dei pro e, diciamocelo, non sono poi così malvagi.

Bene, inutile perdersi in ragionamenti Marzulliani. Apri gli occhi, guarda avanti. Non sei né al punto di partenza ma nemmeno a quello di arrivo. La strada è lunga, che ti piaccia o no te la devi percorrere… altrimenti non saprai mai come andrà a finire questa buffa storia di nome “vita”.

foto (3)

You can read Prunotto's Barolo 1979 Reserve in English on Webflakes

21st giu2013

Non sono vegetariana, tantomeno vegana… ma sono curiosa. Storia di un seitan

by elenabardelli

Penso che dal titolo di questo post non sia difficile capire che sono una carnivora incallita. Insomma, una di quelle persone che di fronte ad una fiorentina quasi si commuove. Che volete farci, anche io ho dei difetti ;-) .

E’ anche vero che, a mio favore, ho una dannata curiosità e fame di sapere.

Forse complice le temperature equatoriali di questi giorni, mi sono documentata sui vari “sostituti della carne” scoprendo un mondo quasi totalmente sconosciuto.

Oddio, l’occhio a cuore non si è certo materializzato sul mio viso ma, obiettivamente, è scattato il pensiero che  se tante persone si alimentano con determinate cose  forse poi così immangiabili non sono.

Ed ecco che mi imbatto nel SEITAN, nome che già attraversò il mio cervello e che mi ha sempre fatto simpatia ricordandomi il nome di uno dei tanti super eroi dei cartoni animati giapponesi.

Ma, in sostanza, che è? Per farla breve (molto breve) è un alimento altamente proteico, con pochissimi grassi (e pure non saturi), senza colesterolo. Data l’elevatissima quantità di glutine credo che sia un modo alternativo di suicidio per le persone affette da celiachia.

Come un bambino che sogna il Pongo e non vede l’ora di mettersi ad impiastricciare mi lancio nella preparazione di questo succedaneo del bue grasso.

Prendo 1 Kg. di farina manitoba e la tuffo nell’impastatore aggiungendo una dose pressoché ininfluente di spezie segretissssime (vabbè curry, curcuma e paprika a occhio… comunque poco). Affogo il tutto con 600 ml. di acqua e lascio fare il lavoro sporco all’elettrodomestico dedicato fino a quando il tutto non si amalgama creando una bella pallottolona compatta che adagio poi in una marmitta capiente per farla riposare coperta di acqua (c’è chi dice 2 ore, chi tutta la notte… boh io ho agito prima causa impazienza!).

impasta impasta...

impasta impasta…

 

il "pallottolone"

il “pallottolone”

 

Dopo il sonnellino in ammollo ho trasferito la massa in un cola pasta e via di risciacquo finché l’acqua, priva di amidi, non diventa trasparente.

risciacquo...

risciacquo…

Bon, gira che gira, ecco il risultato: un ammasso elastico giallastro che, pare, sia glutine.

l'ammasso glutinoso

l’ammasso glutinoso

E’ arrivato il momento di avvolgerlo (in una garza, straccio, alluminio) a salsicciotto e buttarlo a bollire per 1 h e 30 min.

Ora il misterioso Seitan è pronto e lo si può utilizzare in tutte le preparazioni al posto della carne. Ha il vantaggio che, essendo già cotto, impiegherete molto meno tempo di cottura di quello necessario per la carne. In onestà il sapore è quello che assorbe dai condimenti utilizzati… lui non sa di nulla da solo. Pare che lo si possa tranquillamente congelare.

pronto!

pronto!

sezioni di un seitan

sezioni di un seitan

 

Io l’ho cucinato in due versioni: spezzatino in salsa agrodolce e spezzatino ai funghi.

...in agrodolce

…in agrodolce

diversamente spezzatino ai funghi

diversamente spezzatino ai funghi

 

Conclusioni:

  • Niente e nessuno potrà mai sostituire una goduriosa tagliata, però mi sono divertita e non mi è dispiaciuto sperimentare modi per consumarlo
  • Non sono brava a spiegare e mai lo sarò (l’insegnante non è per nulla il mio mestiere) magari con le foto  qualcosa di più si capisce :-)

 

You can read I’m Not a Vegetarian, Much Less a Vegan … but I Am Curious. A Seitan Story. in English on Webflakes

28th mag2013

Domaine Weinbach – Riesling Grand Cru Schlossberg 2006

by elenabardelli

foto (4)

 

Erano almeno un paio di anni che le giravo attorno. La guardavo, da lontano, in silenzio. Non volevo se ne accorgesse.

Due anni ad ammirarla di nascosto, guardarla così esile in mezzo alle altre, voler fare il primo passo e poi tornare indietro, la paura di un rifiuto, di avere modi non graditi, di non saper come prenderla.

In tutto questo tempo non si sarà nemmeno accorta delle volte che le sono passato accanto, lanciandogli sguardi desiderosi e nel contempo intimoriti. Eh sì, intimoriti, proprio così, tant’è che ad un certo punto mi si costruì l’immagine di lei come “intoccabile”.

Se ne costruiscono di castelli per aria ma per fortuna, prima o poi, arriva un soffio di vento che fa crollare la fortezza di dubbi ed incertezze.

Andai da lei; presentandomi, corteggiandola… con inaspettato coraggio. Non era così fredda come me l’aspettavo.

Quella minuta figura nascondeva in se un lampo di luce, non di quelli abbaglianti che ti fanno chiudere gli occhi ma calda luce dell’oro, che fa risaltare quel che si ha intorno e non ti stanchi di ammirarla.

N0n ci volle molto a capire che in realtà, l’ “intoccabile”, era tutt’altro che la ragazza snob che si poteva immaginare. Certo, non una figura semplice, non una persona per tutti; certe sfumature si fanno cogliere solo ai più attenti ma lei, con grande stile e classe, riesce a porsi adeguatamente nei vari contesti, ambientali e sociali.

Ho aspettato due anni per conoscerti e, da una, parte mi pento di questa mia paura nell’affrontarti. Ma son certo che se ti avessi aspettata ancora saresti stata sempre una piacevole sorpresa.

You can read Domaine Weinbach Riesling Grand Cru Schlossberg 2006 in English on Webflakes