13th Nov2013

Prunotto – Barolo Riserva 1979

by elenabardelli

foto (2)

 

 

13 Novembre 2013.

Il vacillare dell’entusiasmo ha fatto sì che prendessi in mano questo argomento dopo circa due settimane.

Sono stanca. Delle persone, delle cose, del credere in qualcosa o, peggio, in qualcuno. Di guardarmi intorno ed affrontare il mondo con un sorriso, di tollerare, di pensare se “sono la persona giusta”.

E sono 34.

Io mi ostino, involontariamente, a dire 33. L’altro numero proprio non mi piace. Banale, stanco, insignificante ed inutile. Ma è solo un numero.

In fondo, un numero non è tutto, potrebbe essere solo un contenitore, una casella, un identificativo qualsiasi. Un tutto e un niente.

Gettare la spugna sarebbe forse la soluzione più semplice ma anche la più stupida.

In effetti sono abbastanza cocciuta e testa di cazzo, non è da me abbattermi e l’unica spugna che getto, solitamente, è quella dei piatti nel lavandino.

Avanti, prendi coraggio e guardati allo specchio. Guarda quello che vedi e vai oltre a quell’immagine.

Certo, cara la mia ragazza, non sei più quell’immagine che eri abituata a vedere, non hai fatto un “refresh” da qualche tempo e, improvvisamente, ti vedi cambiata. Più stanca, più spenta, più vecchia, meno brillante in tutto.

Traumatico, vero? Ma, ricordi? Eravamo d’accordo che tu andassi “oltre” a quell’immagine. Dimmi, che vedi ora?

In effetti, se mi vien voglia di affrontare quell’ “oltre”, mi rendo conto che non tutti i cambiamenti sono poi così negativi. Certo, i difetti non mancano, intolleranza, impazienza etc etc etc… potrebbe essere un lungo elenco, lasciamo perdere. Ma ai contro, per contrapposizione, devono per forza esserci dei pro e, diciamocelo, non sono poi così malvagi.

Bene, inutile perdersi in ragionamenti Marzulliani. Apri gli occhi, guarda avanti. Non sei né al punto di partenza ma nemmeno a quello di arrivo. La strada è lunga, che ti piaccia o no te la devi percorrere… altrimenti non saprai mai come andrà a finire questa buffa storia di nome “vita”.

foto (3)

You can read Prunotto's Barolo 1979 Reserve in English on Webflakes

14th Jan2013

Sobrero – Barolo “Ciabot Tanasio” 2007

by elenabardelli

 

Ho sempre pensato che le “cose” non bisogna andarsele a cercare.

E’ una fatica inutile coronata, il più delle volte, da insuccesso e delusioni. In bene o in male tutto arriva da se.

Prendi per esempio le amicizie e i rapporti personali. Ci sono alcuni che li potresti paragonare ad un tessuto sintetico scadente; ruvidi, duri e fastidiosi. Altri sono caldi e nello stesso tempo urticanti come quella lana che mentre ti abbraccia ti fa venire voglia di strappartela da dosso. Quelli lisci come la seta, poi, te le raccomando; con la loro fredda piattezza dove tutto scorre come su di un piano inclinato…

Vero è che ogni tessuto, come ogni persona ed il rapporto che si ha con essa, ha i suoi pro ed i suoi contro e che, a volte, anche noi siamo più predisposti ad avere a che fare con un tipo rispetto ad un altro, è innegabile.

Ma, come si diceva prima, le cose arrivano da se. Come, ad esempio, la carezza di un velluto.

Certo, anche lui è un tessuto, anche gli altri lo sono, ma ognuno ha le sue caratteristiche, più o meno curiose, più o meno piacevoli.

Ed ecco, già a guardarlo ti affascina. La luce che su di lui si posa gioca con piccole sfumature, quasi a valorizzare le curve che nasconde nel suo abbraccio.

Un abbraccio tutto particolare, il suo. Caldo, sì, ma tutt’altro che fastidioso. Ti cinge delicatamente,quando meno te lo aspetti, senza però nascondere quella ruvidità che potresti trovare se lo affronti da un altro lato.

Uno strano gioco di luci ed ombre, di ruvidità e morbidezza, di profumi che stimolano la memoria; fanno venire voglia di avvolgersi con esso, come se fosse una coperta, nella quale nascondersi ed immergersi in un visionario e fantastico mondo da scoprire.