09th Nov2012

Villa Banfi – Brunello di Montalcino DOC 1979

by elenabardelli

 

L’immagine riflessa nello specchio mi sembra sempre la stessa. Quella di ieri, della scorsa settimana, dello scorso anno.

La quotidianità con se stessi fa perdere la percezione di quanto le cose stiano cambiando. Pensi di essere la persona di sempre, sempre uguale e che sia il resto a scorrere attorno, più o meno celermente.

Un giorno, come tanti altri, arriva la scossa che infrange l’involucro del limbo in cui ti sei rifugiato. Apri gli occhi, osservi.

Finalmente anche i pensieri riescono a stare in silenzio lasciando spazio all’introspezione.

Ora siamo lo specchio, io, l’immagine riflessa e una foto di qualche anno fa che non ho mai sopportato.

Dopo il risveglio dall’ipnosi meditativa la percezione si fa reale. Il tempo è passato e certo non si è preoccupato di non lasciare tracce del suo percorso. Non solo qualche capello bianco in più o delle occhiaie di troppo; quelli sono solo dettagli esterni. Gli effetti più significativi di questa sua inesorabile marcia non sono quelli percepibili agli occhi.

Dentro quest’involucro di 33enne si nasconde un contenuto, basta avere il coraggio di averci a che fare.

Insomma, la base è sempre quella; certo non è avvenuto miracolo alcuno, però… tutto è mutabile, a volte in bene a volte no.

In questo caso, senza apparire esagerata (e con la certezza di non esserlo), posso affermare che una buona parte di cambiamenti sono in meglio. Si dice anche: “a diventare vecchi si guadagna solo in esperienza” ma non c’è solo quello. Smussando, ampliando, assottigliando, riducendo, affinando… ma senza mai perdere quella solida base che, mi fa pensare, che da offrire ho ancora molto. E ne vale la pena

25th Apr2011

Val Di Suga – Brunello Di Montalcino riserva 1979

by elenabardelli

Eccomi di fronte a me stessa. E’ mattina e di fronte ho la mia immagine riflessa allo specchio. Sarà che così mi vedo tutti i giorni ma l’impressione è la stessa, quella di essere sempre uguale, di non cambiare… ma è solo l’abitudine.

Sì, l’abitudine del  vedersi piuttosto di guardarsi.

Guardandosi si vedono molte più cose. Guardarsi e scoprirsi… Scoprire che la tua forma è sempre quella, quella che vedi e ti distingue ma, guardandoti, la prima cosa che noti è che il tuo involucro non mente, non più luminoso e candido come la pelle di una bambina; incupita, quasi spenta, come una patina di stanchezza che ti si è adagiata addosso.

Guardarsi fuori potrebbe essere tanto facile quanto complesso. Rendersi conto del tempo che è passato non sempre mette voglia di passare al passaggio successivo, forse quello più complesso: l’introspezione, guardarsi dentro.

Inutile nascondersi, le cose non cambiano. Tanto vale aprire il cuore e la mente e affrontarsi.

Certo, il tempo non plasma solo la nostra immagine ma scava nel profondo. Ci troviamo di fronte alla nostra anima, con la quale fare i conti.

Non più spensierata e fresca. Ancora limpida ma oscurata dai mille pensieri.

Come frammenti i ricordi si spostano nella tua anima a volte turbolenta ma la maturità ha smussato certi lati spigolosi di quel carattere ribelle.

Calma, calda, profonda.

E mentre sento il profumo del caffè riemergo all’esterno e penso che, tutto sommato, ho ancora molto da offrire