11th Dec2012

Il Personaggio: Roberto Dante Vincenzi alias RoDante

by elenabardelli

 

 

Nel variegato e colorato mondo dei nostri Chef un personaggio a sé è RoDante, Il Cuoco Errante… Primo Cuoco a Domicilio in Italia, fin dal 1990, ha fatto dell’arte culinaria portata nelle case una sua arte… Ed ora Il Cuoco Errante insegna anche impartendo lezioni di cucina sempre… A domicilio!!!

Rifugge dalle stelle e dai concorsi, rifugge dalle televisioni che critica aspramente per la grande diseducazione che impartisce con programmi dozzinali e di facile audience, ove i cuochi son messi li per insegnare ad usare i frullatori e predisporre menu con i minuti contati…

Ora che il Cuoco Errante è diventato un marchio ed un network di cuochi che lo stesso RoDante forma e instrada nell’arte di cucinare in casa, utilizzando le stoviglie e le attrezzature presenti, quelle di tutti i giorni in una normale famiglia… Non si tratta di catering, ma di preparare pasti o meglio, menù, a casa di chi chiama per ogni tipo di evento… E in tempi di crisi, si cercano sempre soluzioni che possano fare risparmiare o che soddisfino l’ideale di festa delle persone…

Il domicilio per RoDante è un accessorio, purché gli consenta di esprimere tecnicamente la propria abilità: cucina dappertutto, è uno chef di terra e di mare (non pochi i contatti che riceve durante il periodo estivo per soddisfare il piacere di clienti naviganti), coordina banqueting e catering senza porre più di tanti limiti agli inviti ma, soprattutto, crede fortemente che il suo mestiere non sia sinonimo di elite perché un pasto indimenticabile – anche solo per una volta – è diritto di tutti.

Il suo è un pensiero fatto di “ricette e sensazioni”. Molte ricette sono per lui dogmatiche, cioè inderogabili: perché, sostiene RoDante, spingere sulla creatività per smontare un piatto quando ha già raggiunto il suo apice? Le sensazioni, invece, sono quel bagaglio di percezioni con cui entra a casa d’altri per lasciare il proprio segno. La sua è una cucina intrisa di ricette nate dalla cultura delle geografie in tavola, dedicate al ciclo delle stagioni e arricchite dalla semplicità intesa come purezza.

La spesa è il momento di sintesi tra i mille impegni, il gesto forse per lui più sacro. Il Cuoco Errante arriva con la spesa fatta per vostro conto e cucina, apparecchia la tavola con gusto e armonia e serve con professionalità!

Il Cuoco Errante®

ilcuocoerrante@gmail.com +39 3292747370

su Facebook: http://www.facebook.com/rodante.uncuocoerrante

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

10th Jul2012

Davide Oldani – è nato prima l’uovo o la gallina?

by elenabardelli

 

Chi è riuscito a sfidare la lunga lista di attesa ed andare al D’O, famoso ristorante dello Chef Davide Oldani considerato uno dei gotha dellla ristorazione italiana, non può non aver notato che, sotto la veste di trattoria chic (che già di per sé suona come contraddizione) ci sia un poco velato egocentrismo dello chef che mette il suo marchio (D’O) e quindi il suo nome (Davide Oldani) un po’ ovunque. Vabbè, nulla di male fin qui, ci sta… quella giusta dose di Super Io.

Il “problema” sorge quando ci si imbatte nella mise en place tutta personalizzata, soprattutto con la famosa passepartout, posata “all in one”: cucchiaio, coltello e forchetta in un unico prodotto; più o meno comodo da usare (ma questo è un dettaglio).

Passepartout fa parte di una collezione che pare (ed uso volutamente questo termine) sia stata pensata, ideata e disegnata da Davide come dice lui stesso in questa intervista su “IO Donna” del 22 gennaio 2011

 

Fino a qui vi domanderete, lecitamente: “e quindi?!?”. E quindi nulla, vi risponderei, se non fosse per il mio spiccato senso di osservazione (un po’ di Super Io concedetelo anche a me).

Qualche sera fa, la classica notte insonne d’estate, mi trovavo davanti alla tv, cosa alquanto rara per me. Stavano proiettando un film del 1989: “Schegge di follia” con gli allora giovanissimi Winona Ryder e Christian Slater come protagonisti.

Tra spallotti, abbigliamenti ed acconciature improbabili degne di quegli anni ecco che spunta LEI, nell’immancabile scena in mensa.

Ma “LEI” chi? LEI, la passepartout… in plastica.

Considerato che, se non erro, Chef Davide sia un bel 44enne, classe 1968 credo che non sia così remota la possibilità che abbia potuto vedere questa pellicola di fine anni ’80.

Confidando nella sua buona fede mi chiedo (e mi piacerebbe chiedergli) se, appunto, è nato prima l’uovo o la gallina o comunque quali strani scherzi riesca a fare il caso 🙂