21st Jun2013

Non sono vegetariana, tantomeno vegana… ma sono curiosa. Storia di un seitan

by elenabardelli

Penso che dal titolo di questo post non sia difficile capire che sono una carnivora incallita. Insomma, una di quelle persone che di fronte ad una fiorentina quasi si commuove. Che volete farci, anche io ho dei difetti ;-).

E’ anche vero che, a mio favore, ho una dannata curiosità e fame di sapere.

Forse complice le temperature equatoriali di questi giorni, mi sono documentata sui vari “sostituti della carne” scoprendo un mondo quasi totalmente sconosciuto.

Oddio, l’occhio a cuore non si è certo materializzato sul mio viso ma, obiettivamente, è scattato il pensiero che  se tante persone si alimentano con determinate cose  forse poi così immangiabili non sono.

Ed ecco che mi imbatto nel SEITAN, nome che già attraversò il mio cervello e che mi ha sempre fatto simpatia ricordandomi il nome di uno dei tanti super eroi dei cartoni animati giapponesi.

Ma, in sostanza, che è? Per farla breve (molto breve) è un alimento altamente proteico, con pochissimi grassi (e pure non saturi), senza colesterolo. Data l’elevatissima quantità di glutine credo che sia un modo alternativo di suicidio per le persone affette da celiachia.

Come un bambino che sogna il Pongo e non vede l’ora di mettersi ad impiastricciare mi lancio nella preparazione di questo succedaneo del bue grasso.

Prendo 1 Kg. di farina manitoba e la tuffo nell’impastatore aggiungendo una dose pressoché ininfluente di spezie segretissssime (vabbè curry, curcuma e paprika a occhio… comunque poco). Affogo il tutto con 600 ml. di acqua e lascio fare il lavoro sporco all’elettrodomestico dedicato fino a quando il tutto non si amalgama creando una bella pallottolona compatta che adagio poi in una marmitta capiente per farla riposare coperta di acqua (c’è chi dice 2 ore, chi tutta la notte… boh io ho agito prima causa impazienza!).

impasta impasta...

impasta impasta…

 

il "pallottolone"

il “pallottolone”

 

Dopo il sonnellino in ammollo ho trasferito la massa in un cola pasta e via di risciacquo finché l’acqua, priva di amidi, non diventa trasparente.

risciacquo...

risciacquo…

Bon, gira che gira, ecco il risultato: un ammasso elastico giallastro che, pare, sia glutine.

l'ammasso glutinoso

l’ammasso glutinoso

E’ arrivato il momento di avvolgerlo (in una garza, straccio, alluminio) a salsicciotto e buttarlo a bollire per 1 h e 30 min.

Ora il misterioso Seitan è pronto e lo si può utilizzare in tutte le preparazioni al posto della carne. Ha il vantaggio che, essendo già cotto, impiegherete molto meno tempo di cottura di quello necessario per la carne. In onestà il sapore è quello che assorbe dai condimenti utilizzati… lui non sa di nulla da solo. Pare che lo si possa tranquillamente congelare.

pronto!

pronto!

sezioni di un seitan

sezioni di un seitan

 

Io l’ho cucinato in due versioni: spezzatino in salsa agrodolce e spezzatino ai funghi.

...in agrodolce

…in agrodolce

diversamente spezzatino ai funghi

diversamente spezzatino ai funghi

 

Conclusioni:

  • Niente e nessuno potrà mai sostituire una goduriosa tagliata, però mi sono divertita e non mi è dispiaciuto sperimentare modi per consumarlo
  • Non sono brava a spiegare e mai lo sarò (l’insegnante non è per nulla il mio mestiere) magari con le foto  qualcosa di più si capisce 🙂

 

You can read I’m Not a Vegetarian, Much Less a Vegan … but I Am Curious. A Seitan Story. in English on Webflakes

11th Dec2012

Il Personaggio: Roberto Dante Vincenzi alias RoDante

by elenabardelli

 

 

Nel variegato e colorato mondo dei nostri Chef un personaggio a sé è RoDante, Il Cuoco Errante… Primo Cuoco a Domicilio in Italia, fin dal 1990, ha fatto dell’arte culinaria portata nelle case una sua arte… Ed ora Il Cuoco Errante insegna anche impartendo lezioni di cucina sempre… A domicilio!!!

Rifugge dalle stelle e dai concorsi, rifugge dalle televisioni che critica aspramente per la grande diseducazione che impartisce con programmi dozzinali e di facile audience, ove i cuochi son messi li per insegnare ad usare i frullatori e predisporre menu con i minuti contati…

Ora che il Cuoco Errante è diventato un marchio ed un network di cuochi che lo stesso RoDante forma e instrada nell’arte di cucinare in casa, utilizzando le stoviglie e le attrezzature presenti, quelle di tutti i giorni in una normale famiglia… Non si tratta di catering, ma di preparare pasti o meglio, menù, a casa di chi chiama per ogni tipo di evento… E in tempi di crisi, si cercano sempre soluzioni che possano fare risparmiare o che soddisfino l’ideale di festa delle persone…

Il domicilio per RoDante è un accessorio, purché gli consenta di esprimere tecnicamente la propria abilità: cucina dappertutto, è uno chef di terra e di mare (non pochi i contatti che riceve durante il periodo estivo per soddisfare il piacere di clienti naviganti), coordina banqueting e catering senza porre più di tanti limiti agli inviti ma, soprattutto, crede fortemente che il suo mestiere non sia sinonimo di elite perché un pasto indimenticabile – anche solo per una volta – è diritto di tutti.

Il suo è un pensiero fatto di “ricette e sensazioni”. Molte ricette sono per lui dogmatiche, cioè inderogabili: perché, sostiene RoDante, spingere sulla creatività per smontare un piatto quando ha già raggiunto il suo apice? Le sensazioni, invece, sono quel bagaglio di percezioni con cui entra a casa d’altri per lasciare il proprio segno. La sua è una cucina intrisa di ricette nate dalla cultura delle geografie in tavola, dedicate al ciclo delle stagioni e arricchite dalla semplicità intesa come purezza.

La spesa è il momento di sintesi tra i mille impegni, il gesto forse per lui più sacro. Il Cuoco Errante arriva con la spesa fatta per vostro conto e cucina, apparecchia la tavola con gusto e armonia e serve con professionalità!

Il Cuoco Errante®

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