13th Mar2012

New York, ricordi (part IX)

by elenabardelli

Agosto sembrava così lontano. Sembrava ridicolo a Gennaio pensare alle ferie, prenotare una vacanza sette mesi prima.

Come spesso accade il tempo prende una corsa sua, indipendente, silenziosa, impercettibile. Tu vai avanti per la tua strada, inconsapevole preda di un ingranaggio, senza accorgerti di nulla, ma alla fine arrivi ad un punto del tuo cammino dove ti fermi un attimo e ti rendi conto che in realtà lui è sempre più veloce di te.

La mia vacanza è quasi finita. Questa consapevolezza mi fa provare una strana sensazione. Due giorni, solo due e dovrò prendere nuovamente l’aereo.

E’ che l’energia che emana questo posto mi da una grande carica, mi fa sentire come un cavo elettrico scoperto.

Cerco di mettermi in uno stato di anestesia emozionale, stacco la spina e mi faccio trasportare come uno spettatore invisibile.

Le cose osservate in questi giorni sono davvero tante. Scopri che per girare a New York non ci vuole nulla, sembra di giocare a battaglia navale ed è praticamente impossibile sbagliarsi. Ti accorgi che è tutto più o meno razionalmente diviso, trovi intere strade dedicate ai più vari esercizi commerciali, dai fioristi, alle profumerie, negozi di parrucche e addirittura ti puoi imbattere in un negozio (nemmeno poi così piccolo) che vende solo custodie per cellulari, quasi impressionante la quantità e la varietà.

Con il sorriso vedi le varietà più strane di individui a cui nessuno fa caso e il bello di questa cosa è che, tirando le somme, non ti senti inadeguato. Anzi! La cosa ti mette ancora più a tuo agio.

Vengo momentaneamente risvegliata dal mio stato ovattato da un SMS. Mi viene augurato un buon onomastico. Nemmeno mi ricordo io quand’è, mai mi sarei immaginata che qualcuno se lo ricordasse. La cosa mi ha fatto sorridere.

Oggi non mi va di fare programmi, si gira a caso.

Ridendo e scherzando si è fatta un’ora interessante per pensare di mettere qualcosa sotto i denti. Senza tante ricerche va bene avventurarsi nel primo bar apparentemente interessante sulla strada. Sono seduta, tranquilla mi guardo in giro. Ad un certo punto il mio sguardo incrocia la porta, proprio nel momento in cui si sta aprendo. Ed eccolo entrare, lui, il tamarro che mi mancava, anfibi, pantaloni neri fasciatissimi in zona chiappe, canotta aderente bianca su fisico finto palestrato, occhiale da sole

capello lungo raccolto a coda…. insomma, mi sembrava la versione “de no’ altri” di Lorenzo Lamas.

Improvvisamente la mia calma viene turbata. Lorenzo (d’ora in poi lo chiamerò così) si alza dal suo tavolo, va verso i servizi…. ma non da solo. Prende la sua 24 ore rigida e si chiude in bagno. Sarà che sono condizionata dalle classiche scene da film, ma la prima cosa che mi è saltata in mente è che la borsa fosse in realtà un pacco bomba.

Inizio a sfornare le più improbabili ipotesi, le eventuali reazioni, giungendo alla conclusione che se Lorenzo fosse uscito dal bagno senza la 24 ore e prendeva la porta di uscita me ne sarei andata a gambe levate. Meglio passare per matta che finire a carbonella.

Una serie di ragionamenti contorti concentrati, fatti sì e no in un paio di minuti… sarà colpa di un calo di zuccheri o più probabilmente della fantasia eccessiva.

Finalmente mi rilasso, l’ipotetica bomba è tornata al tavolo con il suo proprietario.

Per occupare il pomeriggio la fantastica idea di girare per negozi. Shopping? No no, una cosa decisamente più divertente. Si sa, l’oggetto dei desideri del momento è l’iPhone 4. All’Apple Store della 5th è sold out e negozi “tecnologici” che vendono dalla fotocamera al pc hanno esposti in vetrina cartelli “UNLOCKED IPHONE” quindi parte l’idea di fare una bella indagine di mercato.

Su questa cosa si potrebbero scrivere decine di pagine. Cominciando dai prezzi, la media si aggirava sugli 800 $ ma non mancavano li estremi: chi te lo proponeva a 1000 $ o addirittura chi di dollari ne voleva 400 . Questa disparità di prezzi fa un po’ pensare e viene la curiosità di capire meglio il giro del fumo.

La prima cosa che penso è che comprarlo per 1000 $, già manipolato da altri e comunque senza nessuna garanzia sia una cosa da pazzi e mi domando se trovino qualche matto (pollo) a cui rifilarlo.

Lo stesso discorso vale per quelli proposti a 800 $. Ora i dubbi si concentrano su chi te lo venderebbe per 400 $… Che ci sarà sotto?

Dopo un’indagine leggermente più approfondita viene svelato l’arcano. I pochi venditori onesti lo specificano prima ma la maggior parte (otto su dieci) per iPhone ti “spacciano” il Phone 4. Se chiedi solo iPhone 4 loro lo intendono come “ International Phone 4”, un tarocco nemmeno fatto tanto bene. Bisogna essere più precisi nelle richieste e specificare “Apple iPhone 4”, cambia il prodotto e soprattutto il prezzo che si aggira intorno alla media degli altri negozi.

Girando per strada non è raro imbattersi in qualche set cinematografico o fotografico ed essere abbagliati da uno di quei pannelli usati per riflettere la luce.

Appena ripreso l’uso della vista i miei occhi non potevano credere a quello che avevano di fronte. Si diceva che di stranezze se ne vedono tante ma non mi aspettavo di vedere un turista dal passo spedito che con un braccio trascina il trolley e con l’altro, in modo ascellare, il cuscino

Inseguire il maratoneta con il cuscino non è stato facile, meno ancora riuscire a fargli una foto. Una corsa per fare una foto sfocata.

Con la scusa di una breve sosta controllo la posta. Domani è il grande giorno dell’ incontro con Gianni.

Dopo essermi data un tono decido di tornare all’ Heartland Brewery, volevo assaggiare la Summertime Apricot Ale.

Bene, si può andare a nanna… domani sveglia presto.

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