25th May2012

Castellino vino bianco

by elenabardelli

Capita che a volte le compagnie non te le cerchi, sono loro che vengono da te quando nemmeno ne hai voglia. Come in questo caso, per esempio. Una giornata di lavoro abbastanza pesante, rientrare a casa più tardi del solito e la cena da preparare. Ecco, sono quei momenti in cui vorresti staccare la testa, provare finalmente a rilassarti nonostante ci siano ancora mille cose da fare prima di andare a letto. Ci provi, cosa poco facile ma ci provi, nemmeno rispondi al telefono perché non tolleri altre rotture.
Finalmente, ecco che arriva quel senso di tranquillità, il tuo piccolo giardino zen. Mentre spadelli sei quasi convinto che nulla potrà invadere il tuo Paradiso. Quasi, appunto… Nel momento clou sui fornelli ti si attacca al campanello la vicina di casa, tanto desiderata come una pustola sul sedere. Per forza le devi aprire e ti stampi un sorriso tipo “che cazzo vuoi? vederti è piacevole come incontrare la morte”, non glielo puoi dire ma speri che lo capisca.
Non la capisce, devo smetterla di avere così fiducia nell’intelletto del prossimo…
Bla, bla, bla… attacca a parlare con la sua scoordinata logorrea. Il mio giardino Zen è ormai a pezzi, si è trasformato in un campo pieno di graminacee con quell’odioso profumo di fiori, manco buoni ma da donnina dozzinale e banale.
Mentre mi chiedo perché sono qui comincio a pensare di aver fatto qualcosa di male.
Evidentemente sì. Come punizione divina continua e continua con il suo sproloquio. Vorrei essere rapita dagli alieni mentre le sue parole mi scivolano veloci dentro.
Ormai quasi anestetizzata ecco che arriva il colpo di genio! La scusa che la cena sta bruciando.
Riesco finalmente ad accomodarla fuori dalla porta. Il mio trionfo però viene minato da quel “ci vediamo dopo”.
Vabbè, non resta che cenare ed aspettare.
Puntuale come una raccomandata eccola che torna. Sarà che ho scaricato la tensione della giornata (o sarà che sono troppo stanca) questa volta riesco a tollerarla. Ok, non è proprio la compagnia che vorrei ma cerco di confortarmi dicendomi che c’è di peggio e che, volendo, di meglio ce l’ho come e quando voglio. Insomma, per apprezzare alcune cose bisogna conoscerne altre.

13th Jan2011

Vino Frizzante Rosato e Bianco Tavernello – Caviro

by elenabardelli

Prendi una giornata un po’ triste, un po’ incasinata alla quale non vorresti aggiungere altro che arrivare a casa, staccare la spina e finalmente riposare.

Invece no, non va sempre come si vorrebbe, sei invitato a cena da quella giovane coppia di tuoi amici che non frequenti mai, non tanto perché ti stanno antipatici… più che altro perché le vostre esigenze e gusti sono un po’ diversi e percorrete strade molto diverse.

Mentre sono in strada verso casa loro penso a cosa avranno da raccontarmi.

Ed eccomi arrivata, da una parte sono curiosa di sapere che combinano quei due.

Ad aprirmi la porta lui, con quel viso tondo come una mela dalla pelle lucida ed arrossata, lei arriva dalla cucina per salutarmi, pallidina con quei capelli biondo chiaro chiaro, ma le donano.

Ci mettiamo a tavola, una cena semplice semplice, mi fu anticipato, perché lei finiva tardi di lavorare.

Cominciamo a parlare e a parlare, tra me e me penso che siano una coppia azzeccata, stanno bene insieme, parecchio simili.

Hanno un lato del carattere che non amo, quello di essere un po’ delle banderuole, di dare ragione a questo e a quello senza prendere una posizione ferma e decisa.

Alle battute non reagiscono con molto entusiasmo, ma fa parte del loro modo di essere.

La serata non dura molto, siamo tutti stanchi e dobbiamo andare al lavoro l’indomani.

Al volante sulla strada di casa, con un sorriso, penso che la serata non è stata poi così male.

Ok, siamo diversi, ma il bello è anche quello, quando nelle diversità trovi anche dei lati piacevoli.